Vivere in Madagascar con 500 euro al mese

Ritorno un attimo su questa bufala enorme, dal mio punto di vista un po’ criminale, visto che ancora c’è gente che mi scrive dando per scontato che veramente qualcuno possa vivere con questa cifra.
Tutto parte da un articolo credo dell’anno scorso in cui un pensionato italiano che è stato residente a Antananarivo e Tulear e che in un primo tempo cercava di fare qualcosa nell associazionismo per poi invece convincersi di lavorare negli hotel, costruendosi due piccoli bungalows appena fuori Tulear.
Visto che pero’ non funzionavano è dovuto rientrare in Italia e da li’ ha cominciato a fare una campagna per portare sedicenti investitori in Madagascar, organizzando tour con mezzi pubblici o quasi e cercando sopprattutto di trovare qualcuno convinto di riprendersi i due bungalows in gestione o addirittura di comprarli.
E quale maniera migliore di convincere qualcuno con il sogno nel cassetto da anni dei mari del sud e con pochi spiccioli da parte che sia possibile in effetti vivere con 500 euro in un paese come il Madagascar!!!
Non metto in dubbio che sia possibile farlo, come è forse possibile vivere con 50 euro in Italia. Ma non sta li il problema; il problema sta in effetti sulla qualità della vita che un italiano possa permettersi in Madagascar con 500 euro!
Partiamo dal concetto che qualsiasi cosa di importazione in Madagascar costa almeno il doppio che in Italia: e non parliamo di lussi ma di cose alquanto semplici come luce e acqua, che quando ci sono costano il triplo che in italia (io qui in Madagascar con una piccola villetta senza troppi elettrodemestici e con una certa attenzione ai consumi ormai passo regolarmente i 100 euro mensili di acqua e luce); se invece non si ha allacciamento a acqua e luce ( e si parla del 99,99% del territorio ) il discorso si fa ben più difficile visto che servirà farsi un pozzo e dotarsi o di pannelli solari ( un bel 30 000 euro di investimento nel caso di un piccolissimo hotel con 4 o 5 camere e ristorante) o ppure nel caso di assenza di fondi da investire un bel gruppo elettrogeno che costa un paio di euro all’ora di gasolio.
Questione cibo: ok il riso costa poco, cosi’ come la manioca o le carote sugli altopiani; ma sapete che per un litro di olio di sansa di oliva, una schifezza che nessuno oserebbe comprare in italia, vanno via facili facili 10 euro?!?
e mezzo kilo di spaghetti barilla, dei numero 5 classici, si spende quando va bene 2 euro e mezzo?
proseguiamo?
telefono: io che sono allergico al telefono spendo un centianaio di euro al mese: un minuto di chiamata tra due oreratori diversi costa quasi 60 centemisi e non esistono tariffe flat…. un adsl orribile che la metà del tempo non funziona costa 50 euro al mese!!!
poi difficlmente potrete spostarvi con una piccola berlina a meno che non abitiate in una grande città e non vi spostiate mai; per cui un 4X4 semplice semplice, usato, costa una decina di migliaia di euro e la benzina ormai veleggia oltre l euro al litro.
Volete un dottore un po’ decente: lo pagate caro.
Una scuola decente per i vostri figli: il liceo francese costa per noi italiani 1500 euro all anno.
e cosi via….
senno’ potete sempre vivere in una capanna in riva al mare, con le candele e l’acqua salmastra recuperata col secchio al pozzo, cucinare con carbone e curarvi con lo stregone del posto!!!
Li si che ce la farete a stare nei 500 euro al mese; ovvimanete non contando i 1500 euro di biglietto aereo 🙂

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La peste in Madagascar… ancora agli onori delle cronache

Un grido d’allarme è stato lanciato ieri dall’OMS riguardo la situazione della peste in Madagascar. Per la prima volta da ormai molti anni si è avuto un decesso nella capitale Antananarivo di una giovane ragazza colpita da peste bubbonica.

Sebbene la peste sia da sempre endemica in Madagascar, specialmente nelle zone rurali dove la mancanza d’igiene e gli scarsi mezzi sanitari non ne ostacolano la diffusione, il problema è sempre stato sottostimato in quanto ha sempre riguardato piccole località isolate e ha sempre avuto un andamento stagionale.
Ma il presentarsi della malattia nella capitale, ricordiamo che è una città che sfiora i 3 milioni di abitanti, specialmente a inizio della stagione delle piogge ne aggrava improvvisamente la pericolosità; questo per alcuni motivi: inizialmente la densità di popolazione della capitale è estremamente più alta per cui è molto più facile una propagazione improvvisa della malattia; poi la stagione delle piogge, che data l’inesistenza di una rete fognaria valida, rende la parte bassa di Antananarivo un acquitrino per diverse settimane dove i topi, veicoli del batterio, sono costretti all’improvviso a uscire dalle loro tane e coabitare a stretto contatto con la popolazione; eppoi per il fatto che le abitudini funebri prevedono sempre un periodo di permanenza del cadavere in ambito domestico.
Ragioni per cui sia l’OMS che il ministero della sanità locale hanno voluto intervenire in maniera forte fin da subito, arrivando anche a usare la forza contro la recalcitanza dei famigliari della vittima all’interramento immediato del cadavere e alla disinfezione totale del quartiere e alla messa in quarantena di chi è stato nei giorni scorsi in contatto con la famiglia.
La peste bubbonica è una malattia facilmente curabile e ancor più facilmente controllabile a livello di contagio, ma la situazione attuale dell’igiene nella capitale del Madagascar e ancor più la difficoltà d ‘accesso ai farmaci di base della popolazione locale potrebbero portare a un rapido sviluppo della malattia con conseguenze catastrofiche.
Aggiungo quindi una foto presa dal sito del centro nazionale di epidemiologia…. vedrete che si parla di Madagascar ma la malattia è diffusa ovunque
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Ogni tanto anche il Madagascar è davanti all’Europa

Sembra che qualcuno ogni tanto si renda conto che i soldi non sono tutto nella vita; e che una nazione non puo’ essere valuatata solo in base al PIL che produce e al denaro che fa girare.

Vivere in una nazione ricchissima ma trovarsi non a proprio agio per via di problemi di sicurezza, ecologici o anche semplicemente di assenza del tempo a disposizione non da grande soddisfazione ai proprio abitanti.

Seppoi contiamo anche il fatto che per arrivare a questa ricchezza ci si stia giocando il futuro dell’ambiente in certi paesi, ci si puo’ rendere facilmente conto che in Europa non si viva poi cosi bene come si creda.

E cosi si scopre che forse si vive meglio qui in Madagascar che in Italia o in Francia, nonostante lo stipendio medio sia meno di 100 dollari al mese.

Vi lascio qui il link per poter verificare la classifica, qualcosa su cui riflettere veramente… http://www.happyplanetindex.org/

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La guida Michelin del Madagascar

Non mi ricordo più chi tra i turisti di quest’anno avesse avuto la splendida idea di chiamarmi guida Michelin del Madagascar; mai definizione fu più gradita e azzeccata: alla fine dedico gran parte del lavoro a selezionare i circuiti, i parchi , le guide e gli hotel, ma la parte più intrigante e coinvolgente è scegliere i ristoranti.

Dovete sapere, almeno per chi ancora non è stato in Madagascar, che qui si mangia bene, anzi benissimo; i malgasci hanno preso quel tanto di buono che c era nella cucina francese integrandolo con quel poco di buono che è arrivato da cina e india, creando quindi una cucina che unisce i grandi classici francesi con scoperte locali molto caratterizzate dall’uso delle spezie che crescono qui.

Tutti sono stupiti, e in particolar modo chi viaggia in Madagascar per la prima volta dopo aver conosciuto precedentemente le tavole africane altrove, della qualità del cibo locale: in primis per la qualità stessa della materia prima, perchè difficlmente si ritrovano in africa tutti i prodotti vegetali che si possono trovare qui (andate in un mercato locale e vi sfido a non trovare una qualsiasi delle verdure coltivate in italia), ma sopprattutto per l abilità nella preparazione dei piatti e l attenzione nella presentazione.

Ma se per il turista rappresenta una gradita sorpresa, per chi come me deve passare almeno 50 volte al mese in un ristorante rappresenta la morte di ogni speranza di mantenere una linea decente: sopprattutto perchè pur entrando ogni volta con le migliori intenzioni di mangiare un insalatina e via, mi ritrovo spesso ad essere tentato da ogni sorta di piatto, antipasti, primi secondi e dolci.

Seppoi si mettono a presentare come sta succedendo da qualche tempo anche colazioni invitanti, allora li sono finito.

Pero’ per dovere professionale mi sacrifico volentieri e onestamente do molta importanza al cibo durante il viaggio, perchè, giorni di grandi spostamenti a parte dove le curve fanno da padrone, viaggiare con la pancia piena e sazia è sempre meglio che sognare le lasagne della zia al ritorno in patria.

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Ebola e Madagascar

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Visto che spesso mi viene chiesto, sia nelle email di contatto dei miei due siti che nei forum, rispondo una volta per tutte alla fatidica questione su Ebola e Madagascar.

Sebbene il Madagascar si trovi nel continente africano ( e già su questa premessa ci sarebbe molto da dire, ma sorvoliamo), sebbene anche qui esista la specie di pipistrello fruttifero che sembra essere il vettore principale del passaggio di specie del virus ( già non è esattamente lo stesso e poi qui risolviamo il problema aggiungendolo spesso al menu dei ristoranti locali 🙂 ) , in Madagascar non si sono mai avuti casi di Ebola conosciuti e ancor meno sembra possibile l’ arrivo di questo virus.

In primis perchè in africa sono tre piccoli paesi che sono attualmente toccati da questo problema e sembra che si sia arrivati a circoscrivere la diffusione tra frontiere, poi perchè l’africa non è un piccolo continente e le distanze sono enormi e nel caso di questi tre paesi si puo’ notare come siano ben più vicini all europa o al brasile che al Madagascar, ma sopprattutto perchè non esistono flussi migratori e ancor meno voli aerei diretti tra questi paesi e la grande isola rossa.

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Per assurdo se un giorno dovesse arrivare questo virus in Madagascar è perchè sarà arrivato o dall’europa o dagli stati uniti… per cui mettetevi l’anima in pace e sappiate che si rischia più stando a casa che venendo qui in vacanza.

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Eddai un po’ di avventura

Contrariamente a quanti pensano che il mio lavoro sia ai limiti del Camel trophy e che faccia qualcosa che sta tra l’ammaestratore di leoni e il Robinson Crousue moderno, in effetti non faccio altro che fare il tassista cicerone, girando tra ottimi ristoranti e ancor migliori alberghi.

Chi ha viaggiato con me, lo sa… pur non apprezzando le strade locali per via di alcuni buchi e alcune curve (forse un po’ di più di qualcuna) in effetti il mio lavoro è di tassista guida che difficilmente si sporca le mani con fango e machete; e vi devo dire la verità: la dimensione avventura Parigi-Dakar un po’ mi manca… non credevo di arrivare ad essere nostalgico delle piste in sabbia, degli impantanamenti nelle saline, dei 200 km in 4 giorni senza incrociare al tre macchine… ma tutto cio’ a fine di questa stagione improntata a circuiti un po’ più classici e facili si fa sentire.

Per cui cove in me la voglia di dedicarmi per l’ anno prossimo a qualcosa meno routinario e diverso, lasciando ai miei collaboratori i circuiti più classici e turistici e dedicandomi quasi esclusivamente alla costa est.

Già qui un po ne parlo : http://www.madagascar-viaggi.it/i-viaggi-per-cerca-lavventura/

La voglia degli tsingy, del mare di belo e di salary mi attanaglia… basta hotel 5 stelle con tutte le comodità del mondo, basta ai parchi già visitati centianaia di volte, basta alla coca cola sempre fresca e 3G sempre presente… un po’ di rustico e genuino ovest, spiagge incantate dove per centinaia di km si possono trovare solo pescatori, piste in sabbia senza pompe di benzina ogni 50 km, basta orde di turisti (se di orde si puo’ parlare quando ce ne sono al massimo 20)….

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Bla bla bla…

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Cioè, ma dico io…. ma come si fa?!?

Il giornale La Repubblica http://www.repubblica.it/ambiente/2014/11/12/foto/mare_d_inverno_le_15_mete_imperdibili_per_le_prossime_vacanze-100363017/1/?ref=HRESS-4#24 si ricorda ora della possibilità di vacanza in Madagascar e la consiglia per Dicembre!!!!!! E in più consiglia Fort Dauphin e Nosy Be per Dicembre!!!!

(giusto per capirci a nosy be sono previsti 20 giorni di pioggia nel mese di dicembre contro i 4 di tulear… pero’ si devono riempire le mille e più camere dei tour operator italiani!!!! )

Ma qualcuno in redazione ha letto qualcosa sul clima del Madagascar o sperano solo di mandare un po’ di ignari turisti a godersi il clima che hanno lasciato nell’umida milano , desiderosi come sono di solito (e parlo del turista tipo da villaggio turistico di nosy be) di sentirsi come a casa sua?!?

Vabbè altri che si lamenteranno del pessimo clima locale, senza sapere che per almeno 9 mesi all’anno c è solo sole qui!!!!

Altra notiziona del giorno http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2014/11/20141112_Madagascar.htm

 

Riaperte le relazioni diplomatiche tra Madagascar e Italia: delle ottime relazioni a distanza sembra ancora per tanto tempo… e non una distanza qualsiasi ma ore di aereo tra Antananarivo e Pretoria; senza poi dimenticare un sistema postale che già dal governo italiano è considerato inaffidabile ( almeno ci rimborsano il 75% del biglietto aereo per venire a votare per questo motivo), voli non regolarissimi e una gentilezza e disponibilità fra le migliori al mondo a livello di conversazioni telefoniche coll ambasciata stessa di pretoria.

 

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Proposte di viaggio in Madagascar per il 2015

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L’idea mi è venuta settimana scorsa, visitando di passaggio un paio di hotel che già altre guide mi avevano consigliato. Uno sopprattutto è stato da togliere il respiro; bello, bellissimo, quasi irreale… peccato che l abbiano messo in un posto di mare dove la spiaggia non è altro che mangrovia…. (vabbè che i clienti si precipitano a nosy be in spiagge anche peggio… contenti loro….).

Pero’ onestamente credo che questi due hotel siano comunque da reputarsi imperdibili anche perchè con una media di 100 euro a notte permettono un’esperienza di soggiorno che in italia pochi si potrebbero permettere (nestamente credo che siano camere che in europa varrebbero almeno 1000 euro a notte).

Per cui cogita e ricogita forse l ‘idea per utilizzarli l’anno prossimo l ho trovata e credo che possa conciliare con il secondo problema che avevo riguardo i circuiti: cioè i clienti “solo mare, sopportiamo poco la macchina e poi vogliamo rilassarci solo in spiaggia, massimo un parchetto ma senza camminare troppo”.

In pratica vorrei proporre 5 destinazioni diverse, molto vicine tra loro, di solo soggiorno mare: prenderei una decina di piccioni e un paio di fagiani con una sola fava: i clienti possono fare solo mare con piccoli spostamenti di massimo 3 ore tra una tappa e l altra; i clienti non vedrebbero per 15 giorni lo stesso orizzonte, lo stesso mare e lo stesso cameriere; potrei utilizzare degli hotel che trovo geniali e che in altre condizioni sarebbero difficilmente utilizzabili.

Per cui il circuito sarebbe con 5 tappe: una ad anakao, una verso sarondrano/ saint augustin, una verso mangily, poi salary e bekodoy o ambatomilo: vedremmo la barriera corallina più bella del madagascar, la foresta di mangrovia, quella dei baobab, la tribu dei pescatori nomadi vezo, la tribu del popolo invisibile dei mikea eppo il più bel mare del madagascar nelle ultime due tappe… adesso appena arrivo a casa ci studio e calcolo il prezzo che secondo me sara anche abbordabile sempre considerando di avere a disposizione spesso hotel da più di 5 stelle.

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