Mamirano Lodge

Mamirano Lodge è stato per me un colpo di fulmine. Conoscevo da anni la spiaggia di Ambatomilo e sapevo benissimo che probabilmente è la più bella di tutto il Madagascar.

Ma mancava una struttura come il Mamirano, una struttura piccola, ben curata, con una gentilissima signora italiana che prende cura dei turisti in una maniera encomiabile.

Poi una volta seduto a tavola ho capito perchè sarà l’hotel in cui preferirò portare tutti i miei turisti 😀 … e sapete quanto per me conti tantissimo la buona cucina durante un viaggio.

Vi lascio con un piccolo video che vi farà apprezzare la bellezza del luogo e del suo mare.

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MyMadagascar nel 2016

My Madagascar si sta ancora ingrandendo pur tenendo come punto principale il fatto che vogliamo solo fare viaggi esclusivi e non di gruppo e sempre accompagnati da noi stessi, evitando di dover affidare i turisti ad autisti o guide locali.

Consideriamo che il valore aggiunto di questa scelta è quello che fino adesso ci ha distinto dalla concorrenza e che ci ha resi famosi: tantissimi clienti ci son restati fedeli e son tornati più volte in Madagascar o hanno invitato i loro amici a viaggiare con noi.
Per cui anche per il 2016 questo sarà il punto forte delle nostre proposte.
A livello di tour, pur restando sempre aperti a viaggi completamente su misura, consiglieremo i viaggiatori che non conoscono Madagascar o che non hanno una meta precisa e in base alle loro richieste proporremo circuiti ottimizzati per loro: famiglie con bambini piccoli, fotografi, amanti del mare e delle immersioni: ad ognuno sappiamo cosa meglio offrire.

Ci sposteremo sempre prevalentemente in tutta la metà meridionale dell’isola che conosciamo come nessun altro e che è sempre stata la più gradita dai turisti: pensiamo che focalizzarci in una sola parte non sia per noi un limite ma un valore aggiunto dato dall’esperienza e dal continuo contatto con il territorio, dato che conosciamo e frequentiamo giornalmente ogni parco e ogni albergo.
I viaggi best seller saranno sempre gli stessi: il tour di una settimana, il tour di due settimane,  il tour dei baobab e degli tsingy e il circuito dei nove parchi; circuiti che non sono mai fissi ma che preferiamo sempre aggiustare insieme ai nostri clienti.

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La malaria in Madagascar

Uno dei problemi che hanno i turisti quando scelgono una meta come il madagascar è la malaria; spesso, non conoscendo la malattia, immaginano che qui la gente muoia a grappoli per la malaria, che la malaria in Madagascar si prenda facilmente e che la malaria non sia curabile.

Analizziamo i preconcetti punto per punto: a parte la malaria cerebrale data dal plasmodio falciparum, difficilmente qualcuno è mai morto di malaria in presenza di un qualsiasi antipiretico se già non aveva un quadro clinico compromesso o se si trattasse di bambini o anziani deboli; in tutto il mondo con la malaria si vive e chi trova la morte è per la gran parte gente che abita lontanissima da strutture sanitarie o anche dall’accesso a un minimo di medicine; e non credo che sia il caso di un turista che viene a visitare il paese in vacanza.

Secondo punto: la malaria non si prende in tutto il Madagascar: la maggior parte abitata del Madagascar non è toccata neanche occasionalmente dalla malaria: parlo per esempio di tutti gli altopiani che rappresentano più di metà del territorio e ben più della metà della popolazione: quando ci sono casi di malaria negli altopiani è sempre di persone che se la sono portata dalle regioni costiere.

Per quel che riguarda poi la costa c è una netta differenza tra la parte nord e est, che sono umide e soggette a piogge costanti per tutta la durata dell’anno e la parte sud, dove la gente per trovare un po’ d acqua deve percorrere kilometri a piedi per trovare il primo pozzo.

Questa mappa ne da benissimo un idea http://www.map.ox.ac.uk/browse-resources/reproductive-number/Pf_Rc/MDG/

malaria madagascar

Poi c è da considerare la stagionalità della malaria: di sicuro il perido invernale australe che va da giugno a settembre è il meno adatto allo sviluppo della malattia: in primis perchè in Madagascar è stagione secca, ma anche perchè spesso le temperature notturne scendono anche in costa sotto la soglia dei 15 gradi, il che blocca tutte le forme di riproduzione del plasmodio che è il portatore della malattia.

Oltretutto di zanzare al sud se ne vedono ben poche in inverno.

Io nei miei viaggi ho sempre consigliato di chiedere al proprio dottore di famiglia, ma ho sempre fatto niotare che in 20 anni in Madagascar non ho mai contratto la malattia, ne l ha mai contratta la mia famiglia.

Ho raramente conosciuto uno straniero che l avesse contratta, anche se spesso gli è stata diagnosticata da medici incompetenti senza aver fatto nessuna analisi ( in genere basta uno striscio di sangue e un microscopio, ma guardacaso quando si fa lo striscio non si trova mai della malaria).

Infine parliamo della curabilità: se fino a poco tempo fa era considerata una malattia non curabile, ultimamente la fondazione di bill gates ha scoperto un principio attivo naturale, l artemisina, e sta molto spingendo verso la produzione.

Il problema è che essendo un brevetto libero, si sono buttate subito tutte le società farmaceutiche indiane e cinesi, lasciando pochisssimo spazio a quelle europee; conseguenza: pochissimi dottori italiani sanno dell esistenza di questo principio attivo che con due prese guarisce del tutto la malaria presente in africa.

Pero da quello che ho capito una grossa società francese si sta mettendo a produrre un farmaco a base di artesunate, per cui fra poco i famosi informatori del farmaco arriveranno anche dai dottori italiani.

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Vademecum per banche, cambio e soldi in Madagascar

Chi viaggia e soprattutto chi vive in Madagascar si trova spesso a dover trattare il problema soldi.Spesso tramite le banche, ma anche con cambi ufficiali, cambi in nero e western union o simili.

Partiamo dalle banche: ci sono quattro banche maggiori in Madagascar, tutte in qualche modo controllate e legate a delle banche maggiori europee.

Sono banche molto simili a quelle italiane, a parte che non c’è ne metal detector ne guardiano armato all’ingresso, con personale molto disponibile e con sempre qualcuno che parla inglese al suo interno.

Tutte effettuano cambio valuta, hanno tutti la possibilità di ritirare o con carta di credito visa o mastercard (ma nessuno a quanto sappia ha attualmente american express), alcuni solo alle casse, altri invece solo all’esterno al distributore automatico.

In genere se si è un turista basterà rivolgersi alla prima persona disponibile che vi condurrà dal responsabile cambio ( e in genere saranno anche cosi’ gentili nel caso di un turista di farvi saltare la coda spesso interminabile).

Se invece siete un residente avrete spesso a che fare con code interminabili, specialmente l’ultima settimana del mese, in cui dovrete appoggiare il vostro documento sulla fila di documenti alla cassa e aspettare pazientemente il vostro turno (anche delle ore).

Invece è molto facile ritirare con la carta di credito, o all’esterno o all’interno, visto che anche nel secondo caso avrete la precedenza sugli altri clienti.

Il solo problema è che al distributore automatico, la cifra massima ritirabile è di 400 000 ar visto che dalla macchinetta possono passare al massimo 40 biglietti; cio’ è un problema soprattutto se dovrete ritirare con una carta italiana su cui pagate commissioni, perché ogni ritiro vi sarà addebitata una commissione.

Ricordatevi soprattutto il pin anche per la carta di credito, senza il quale non potrete mai ritirare e fate attenzione a quali banche hanno visa o hanno mastercard per evitare di fare inutilmente una fila.

Per quanto riguarda il cambio il mio consiglio, che do regolarmente a tutti i turisti è di effettuare il cambio all’aeroporto all’arrivo, negli uffici di socimad, che hanno un cambio ben superiore a quello che troverete poi durante il viaggio.

Se poi dovesse succedere che per vari motivi doveste cambiare durante il viaggio, andate a vedere in banca e nel caso in cui le banche siano chiuse, informatevi presso il vostro albergo che vi indirizzerà a qualsiasi ora del giorno e della notte verso qualcuno che cambia i soldi in nero.

Nel caso di cambio di soldi in nero, ricordate di contare ogni volta tutti le mazzette di soldi che vi daranno, contando banconota per banconota, specialmente se doveste farlo per strada ad Antananarivo.

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Sanità in Madagascar

Prendo spunto da questo malessere generalizzato che proprio questa mattina ha accompagnato il mio risveglio per parlare un po’ della situazione sanitaria del Madagascar e di cosa bisogna tenere in conto quando si decide di venire a vivere o lavorare qui in Madagascar dal punto di vista sanitario.
Bisogna iniziare dicendo che non esiste una assistenza sanitaria gratutita in questo paese: l’unica forma di assistenza gratuita è quella fornita dall’assicurazione sanitaria stipulata dal proprio datore di lavoro, nel caso in cui se ne abbia uno, che da diritto a visite e cure in appositi ospedali.
Qui ad antsirabe per esempio ne abbiamo uno, che dicono essere anche buono, proprio vicino al centro industriale, che da assistenza sanitaria a tutte le famiglie delle persone che hanno un lavoro dichiarato; questo anche nell ‘interesse del datore di lavoro che senno’ si troverebbe nella situazioni di avere dei finti malati costantemente dato che qui una qualsiasi ricetta o documento che attesti una malattia lo si puo’ avere per quasi niente da uno qualsiasi dei moltissimi medici compiacenti.
Ma veniamo al caso invece di chi un lavoro stipendiato e regolare non ce l abbia, e credo che sia il caso della quasi totalità degli italiani che vivono, lavorano o viaggiano in Madagascar; in questo caso si deve ricorrere alle cure in un ospedale pubblico o privato o direttamente da un dottore che riceve nel suo ambulatorio o che fa visite a domicilio.
In questo caso la cosa più importante è non finire in pessime mani: come purtroppo in molti paesi poveri, ma da quanto so nache in italia, molti diplomi sono stati comprati all’università; per cui a volte si ha a che fare o con una persona che ha studiato ben poco o che proprio non ha studiato nulla. Per riconoscere questi casi anche l’ esperienza non basta.
L’unica soluzione è fare affidamento a un buon dottore, uno capace e onesto, uno che abbia studiato e che sia moralmente valido da non rifilarti ogni sorta di esame inutile e medicine crissime su cui ha una commissione.
E questa è una ricerca che purtroppo deve essere fatta da subito da che si decide di vivere in una città; in genere si chiede a chi in città ci vive da anni visto che qui le voci girano velocemente e la presenza di un buon dottore non passa inosservata alla popolazione degli espatriati o altrimenti detti immigrati.
Io personalmente ho trovato un sant uomo nell ospedale privato luteriano di Antsirabe, che oltre ad aver effettuato studi negli USA e oltre a tornarci regolarmente per aggoirnamenti ogni anno, è di un umanità e gentilezza fuori dal comune e ancor più di una memoria capace di sfidare quella degli elefanti; lui ricorda ancora a distanza di anni su quale dito feci un infezione, cosa che io non ricordo.
lui riceve nel suo piccolo ambulatorio all’ospedale tra un’operazione e l’altra, fa fare le analisi al volo, non emette diagnosi solamente guardandoti da lontano (cosa che invece fanno la maggior perte dei dottori locali, diagnosticando o tifo o colera o malaria nei 90% dei casi, anche se non è mai il caso) e oltretutto ha dei prezzi a livello di ospedale privato talmente bassi che anche noi italiani che dovremmo avere una assistenza sanitaria gratuita li troviamo bassissimi: mi ricordo il caso in cui mia moglie fu operata e che mi presentai dal dottore dopo 4 giorni di degenza in camera privata con televisore e aria condizionata e mi preparai parecchie centiania di euro per il pagamento.
Quando il buon dottore tiro fuori una fattura di 70 euro per: operazione, medicine degenza e visite post operatorie rimasi sbalordito; ancora di più rimasi sbalordito quando il dottore si rifiuto’ di prendere 200 euro di”mancia” dicendomi che avrei fatto meglio a;metterle nella cassetta delle offerte per aiutare chi non poteva permettersi le cure.
Per cui decisi che sarebbe stato lui a curare a vita sia me che tutta la mia famiglia e che avrei preferito morire nel mio letto che farmi toccare da altri sedicenti dottori.
Invece veniamo alla situazione per i turisti che si recano qui: fortunatamente fino adesso non mi è mai successo a parte una volta di avere bisogno di assistenza medica per i miei turisti, e sto parlando di centianaia di persone che son veute in Madagascar; qualche volta qualche piccolo malessere, spesso intestinale, ma un paio di imodium o ancor più spesso di euchessine e il problema era risolto.
La volta invece che mi ritrovai un caso estremo fu la seconda sera del mindat conference, dove un canadese, uscendo dal ristorante inciampo in un riscio e si ruppe un po di ossa; ancora come abbia fatto mi risutla un mistero ma sta di fatto che 10 minuti dopo l accaduto era stato portato nella più elegante clinica privata di Antsirabe dove gli fecero immediatamente dei raggi; diagnosi, tripla frattura del ginocchio; per cui decisione immediata di spedirlo alla reunion via aereo privato visto che disponeva di ben tre assicurazioni per il rimpatrio sanitario per farsi operare il giorno dopo.
Il problema fu che tutte e tre le assicurazioni non anticipavano le spese per il trasporto privato aereo, mentre avrebbero rimborsato il tutto una volta in canada; il grosso problema fu allora di trovare 12 000 euro in contanti per pagare l aereo sanitario… e le sue 4 cartte di credito ovviamente rifiutarono di emettere soldi sul Madagascar, visto l’importo e visto che era la prima volta che un tale importo venive richiesto su queste carte dal Madagascar.
Fu una lunghissima telefonata notturna al suo direttore di banca che fece sbloccare la faccenda.
Una volta avuri i soldi, l aereo prese ilv olo da Antananarivo e un paio di ore dopo il turista canadese era in un ospedale francese a farsi operare il ginocchio e anche il gomito, visto che i successivi raggi fecero emergere pure una tripla frattura del gomito.
Per cui il gran consiglio è di avere comunque un assicurazione sanitaria, ma ancor più essere sicuri che copra l anticipo di soldi necessario per il trasporto su aereo sanitario.

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Un futuro per il turismo in Madagascar?

Da anni si parla di turismo in Madagascar e in Italia, soprattutto grazie alla potenza di fuoco del Ventaclub prima e di Alpitur adesso, anche chi non ha mai giocato a risiko o guardato i cartoni animati natalizi per bambini, inizia a conoscere questo paese.
Quando arrivai a metà anni 90, i pochissimi che arrivavano in Madagascar, nosy be compresa, i soli turisti che arrivavano, erano viaggiatori di lungo corso, gente che aveva ormai viaggiato un po’ ovunque e ai quali mancava ancora la bandierina su questa ignota dell’oceano indiano.
Famigliole italiane con bambini appresso erano le mosche bianche, tanti francesi alcune coppie di pensionati alla ricerca di nuovi orizzonti.
Poi inizio’ a cambiare tutto con l’apertura dell’Andilana beach e con la presenza ossessiva di questa destinazione nei cataloghi delle agenzie di viaggio.
E un po’ la curiosità, un po’ la voglia di un vero viaggio, anche sulla grande isola iniziarono avedersi un po’ di clienti italiani, che inizalmente si feravano solo a Nosy be.
Pochi tour operator prima dell’anno duemila avevano avuto il coraggio di proporre il sud come destinazione, e bisogna ringraziare gente come Peppo o Giorgio Franchi per l’ostinazione nel credere in questa magnifica destinazione turistica, difficle da raggiungere e con molti inconvenienti specialmente ai tempi nell’organizzazione, ma che ha sempre lasciato qualcosa nel cuore di chi ci è stato.
Difatti mentre i; turismo francese è stato molto toccato negli ultimi anni, con cadute importanti del numero di turisti in arrivo, la clientela non francofona e specialmente italiana sta conoscendo un boom incredibile in questi anni.
Con purtroppo un gran numero di improvvisati tour operator che di riffa o di raffa riescono a accompagnare clienti trovati chissa come o sul web o tramite amicizie.
Mentre fino a ora si era sempre vista una qualità nel servizio, con tour operator che conoscevano il paese, dotate di un buon parco macchine e di guide serissime e con accordi anche con agenzie di viaggio italiane, purtroppo si sta notando recentemente il nascere di microagenzie fai-da-te, senza parchi macchine o con pickup come unico mezzo di trasporto (assolutamente vietato dalla legislazione in vigore) o ancora di gente che accompagna turisti in posti che conosce solo per aver letto una volta la lonely planet affidandosi alla fortuna e a una guida locale conosciuta 2 giorni prima di partire.
Ma credo che il problema si risolverà presto anche perchè i social network sono una cassa di risonanza molto forte, e sopratutto il turista italiano è alla ricerca di qualità e confort, molto più del tipico turista francese che ricerca solo il prezzo o il turista nord europeo o anglofono che cerca solo il contatto con la natura.
Al momento putroppo l unico ostacolo vero a una crescita del turismo rimane purtroppo la connessione aerea con l’italia: se si eccettua il charter settimanale che arriva su nosy be ( e sempre di charter si tratta e bisogna pensare che invece anni fa si arrivava o con irmadagascar da milano e roma o anche con meridiana dai principali aeroporti italiani), l obbligo di passare su parigi con voli airfrance o airmadagascar venduti carissimi o cercare soluzioni da amsterdam londra o chissadove con airmauritius, kenyaairways o altre compagni che poco hanno a che vedere direttamente con il Madagascar è un vincolo frenante dello sviluppo del turismo, specialmente italiano.
Qualche tempo fa si parlava della possibilità che Ethiad potesse acquistare Airmadagascar…. se cosi’ fosse prepariamoci a un aumento esponenziale delle visite dall’italia!!! Speriamo

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La guida Michelin del Madagascar

Non mi ricordo più chi tra i turisti di quest’anno avesse avuto la splendida idea di chiamarmi guida Michelin del Madagascar; mai definizione fu più gradita e azzeccata: alla fine dedico gran parte del lavoro a selezionare i circuiti, i parchi , le guide e gli hotel, ma la parte più intrigante e coinvolgente è scegliere i ristoranti.

Dovete sapere, almeno per chi ancora non è stato in Madagascar, che qui si mangia bene, anzi benissimo; i malgasci hanno preso quel tanto di buono che c era nella cucina francese integrandolo con quel poco di buono che è arrivato da cina e india, creando quindi una cucina che unisce i grandi classici francesi con scoperte locali molto caratterizzate dall’uso delle spezie che crescono qui.

Tutti sono stupiti, e in particolar modo chi viaggia in Madagascar per la prima volta dopo aver conosciuto precedentemente le tavole africane altrove, della qualità del cibo locale: in primis per la qualità stessa della materia prima, perchè difficlmente si ritrovano in africa tutti i prodotti vegetali che si possono trovare qui (andate in un mercato locale e vi sfido a non trovare una qualsiasi delle verdure coltivate in italia), ma sopprattutto per l abilità nella preparazione dei piatti e l attenzione nella presentazione.

Ma se per il turista rappresenta una gradita sorpresa, per chi come me deve passare almeno 50 volte al mese in un ristorante rappresenta la morte di ogni speranza di mantenere una linea decente: sopprattutto perchè pur entrando ogni volta con le migliori intenzioni di mangiare un insalatina e via, mi ritrovo spesso ad essere tentato da ogni sorta di piatto, antipasti, primi secondi e dolci.

Seppoi si mettono a presentare come sta succedendo da qualche tempo anche colazioni invitanti, allora li sono finito.

Pero’ per dovere professionale mi sacrifico volentieri e onestamente do molta importanza al cibo durante il viaggio, perchè, giorni di grandi spostamenti a parte dove le curve fanno da padrone, viaggiare con la pancia piena e sazia è sempre meglio che sognare le lasagne della zia al ritorno in patria.

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Ebola e Madagascar

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Visto che spesso mi viene chiesto, sia nelle email di contatto dei miei due siti che nei forum, rispondo una volta per tutte alla fatidica questione su Ebola e Madagascar.

Sebbene il Madagascar si trovi nel continente africano ( e già su questa premessa ci sarebbe molto da dire, ma sorvoliamo), sebbene anche qui esista la specie di pipistrello fruttifero che sembra essere il vettore principale del passaggio di specie del virus ( già non è esattamente lo stesso e poi qui risolviamo il problema aggiungendolo spesso al menu dei ristoranti locali 🙂 ) , in Madagascar non si sono mai avuti casi di Ebola conosciuti e ancor meno sembra possibile l’ arrivo di questo virus.

In primis perchè in africa sono tre piccoli paesi che sono attualmente toccati da questo problema e sembra che si sia arrivati a circoscrivere la diffusione tra frontiere, poi perchè l’africa non è un piccolo continente e le distanze sono enormi e nel caso di questi tre paesi si puo’ notare come siano ben più vicini all europa o al brasile che al Madagascar, ma sopprattutto perchè non esistono flussi migratori e ancor meno voli aerei diretti tra questi paesi e la grande isola rossa.

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Per assurdo se un giorno dovesse arrivare questo virus in Madagascar è perchè sarà arrivato o dall’europa o dagli stati uniti… per cui mettetevi l’anima in pace e sappiate che si rischia più stando a casa che venendo qui in vacanza.

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