Avventure nel mondo in Madagascar

I viaggi di avventure nel mondo ormai hanno una fama in madagascar che travalica i confini del turismo italiano e si è fatta conoscere da tutti gli operatori turistici, malgasci in primis ma anche provenienti da tutto il mondo. A chi non è mai capitato, lavorando nel settore di salvare interi gruppi che erano rimasti in panne con i loro pessimi automezzi o erano rimasti abbandonati all’aeroporto con il volo cancellato o comunque che si trovavano in situazioni difficili.

Se da un lato avventure nel mondo ha aiutato tutti i tour operator italiani a non avere quelli che sono localmente considerati i peggiori clienti, esigenti ma di braccino corto, casini ti è a volte maleducati, dall’altro ci si è sempre chiesto come si riescano a convincere dei clienti a viaggiare in quelle condizioni ma soprattutto a quei prezzi, mostruosamente esagerati per la qualità proposta.

Visto che come tutti gli altri clienti si affidano a una società locale non capisco perché almeno non scegliere i migliori servizi o i migliori prezzi o anche entrambi.

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Dai mettiamo un video

E’ un po’ di tempo che non posto e ancor più tempo che non posto un video.

L’obiettivo di quest’anno è di creare i miei video; a questo fine mi sono appena dotato di drone Phantom e GoPro… appena finiranno le piogge inizierò questa nuova attività sperando che diventi anche una passione.

Intanto posto video altrui, sperando di farvi piacere

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Primo ciclone dell’anno in Madagascar

Ieri, mercoledì 3 gennaio 2018, è cominciata ufficialmente la stagione ciclonica nell’emisfero sud con il battesimo della prima tempesta tropicale. AVA, questo il nome accordato, si è cominciata a sviluppare a nord-est delle isole Seychelles sulla fine del dicembre scorso, per raggiungere solo ieri lo stadio di tempesta tropicale moderata.
Ma già quest’oggi i segni di allerta verso un possibile sviluppo fino al livello di ciclone sono ormai chiari con un aumento delle raffiche di vento fino a 140km/h e un possibile sviluppo ancora incerto ma che fa prevedere un netto peggioramento.
Se in effetti la perturbazione tarderà ancora qualche ora a entrare sulla terraferma, ritardando oltre le prime ore di domattina, il sistema arriverà sicuramente al livello di ciclone e i danni previsti saranno ancora maggiori. Per il momento si riscontrano forti piogge a livello della parte centrale della costa est del Madagascar con raffiche di vento ancora molto limitate; un ingrossamento dei fiumi è da prevedersi nelle prossime ore e come conseguenza difficoltà negli spostamenti.
Il governo ha già dichiarato l’ allarme rosso per molte regioni costiere e a ridosso della costa e si aspettano notizie sullo sviluppo della rotta tenuta da questa perturbazione che al momento prevedono che scendo lungo la costa est , inizialmente nelle zone appena all’interno del paese , per poi ritornare in mare all’altezza di MAnakara.
Ricordiamo che sono in gran parte le stesse zone colpite nel 2017 dal grande ciclone ENAWO, che causò la morte di quasi 100 persone e che diede un duro colpo all’economia delle regioni a carattere prevalentemente agricolo.

Pubblicato su http://www.africa-express.info/

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Mamirano Lodge

Mamirano Lodge è stato per me un colpo di fulmine. Conoscevo da anni la spiaggia di Ambatomilo e sapevo benissimo che probabilmente è la più bella di tutto il Madagascar.

Ma mancava una struttura come il Mamirano, una struttura piccola, ben curata, con una gentilissima signora italiana che prende cura dei turisti in una maniera encomiabile.

Poi una volta seduto a tavola ho capito perchè sarà l’hotel in cui preferirò portare tutti i miei turisti 😀 … e sapete quanto per me conti tantissimo la buona cucina durante un viaggio.

Vi lascio con un piccolo video che vi farà apprezzare la bellezza del luogo e del suo mare.

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Madagascar sulla via di una normalizzazione

Dopo aver ospitato con discreto successo il Summit della Francofonia, tenutosi a Antananarivo il 26 e 27 novembre, Madagascar affronterà nei prossimi giorni a Parigi un incontro dal quale dipenderà lo sviluppo del paese nei prossimi anni: il capo di stato e la sua delegazione incontreranno il 2 e 3 dicembre le istituzioni finanziare della comunità internazionale cercando di ottenere un prestito di 3,3 miliardi di dollari che possa sovvenzionare il piano di rilancio. Sarebbe il grande passo verso una normalizzazione delle relazioni con le grandi istituzioni di finanza mondiale visto che ormai dalla crisi politica del 2009 Madagascar era stato escluso dai grandi progetti di lotta alla povertà e sviluppo. Il buon lavoro svolto dall’attuale presidente eletto nel 2014 ha riportato un buon grado di fiducia anche fuori dai confini nazionali e forse si potrà veramente voltare pagina e far ripartire uno dei paesi più poveri del mondo che negli ultimi anni ha avuto i peggiori indici di crescita al mondo tra i paesi non in guerra. Attualmente il 90% della popolazione è al di sotto della soglia della povertà (calcolata su una base di 1,90 dollari al giorno) e Madagascar è il paese che dopo la Corea del Nord ha accesso al minor contributo internazionale con 24 dollari all’anno per abitante. Certo non mancheranno le richieste da parte della comunità internazionale di un’intensificazione della lotta alla corruzione e un maggiore impegno nella salvaguardia dell’ambiente. Ma difficilmente la delegazione malgascia tornerà da Parigi a mani vuote visti comunque i progressi fatti negli ultimi 3 anni e la volontà di una parte della classe dirigente di riportare il paese verso una crescita economica che allevierà i problemi della maggior parte della popolazione.
 Per Africa Express
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MyMadagascar nel 2016

My Madagascar si sta ancora ingrandendo pur tenendo come punto principale il fatto che vogliamo solo fare viaggi esclusivi e non di gruppo e sempre accompagnati da noi stessi, evitando di dover affidare i turisti ad autisti o guide locali.

Consideriamo che il valore aggiunto di questa scelta è quello che fino adesso ci ha distinto dalla concorrenza e che ci ha resi famosi: tantissimi clienti ci son restati fedeli e son tornati più volte in Madagascar o hanno invitato i loro amici a viaggiare con noi.
Per cui anche per il 2016 questo sarà il punto forte delle nostre proposte.
A livello di tour, pur restando sempre aperti a viaggi completamente su misura, consiglieremo i viaggiatori che non conoscono Madagascar o che non hanno una meta precisa e in base alle loro richieste proporremo circuiti ottimizzati per loro: famiglie con bambini piccoli, fotografi, amanti del mare e delle immersioni: ad ognuno sappiamo cosa meglio offrire.

Ci sposteremo sempre prevalentemente in tutta la metà meridionale dell’isola che conosciamo come nessun altro e che è sempre stata la più gradita dai turisti: pensiamo che focalizzarci in una sola parte non sia per noi un limite ma un valore aggiunto dato dall’esperienza e dal continuo contatto con il territorio, dato che conosciamo e frequentiamo giornalmente ogni parco e ogni albergo.
I viaggi best seller saranno sempre gli stessi: il tour di una settimana, il tour di due settimane,  il tour dei baobab e degli tsingy e il circuito dei nove parchi; circuiti che non sono mai fissi ma che preferiamo sempre aggiustare insieme ai nostri clienti.

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La malaria in Madagascar

Uno dei problemi che hanno i turisti quando scelgono una meta come il madagascar è la malaria; spesso, non conoscendo la malattia, immaginano che qui la gente muoia a grappoli per la malaria, che la malaria in Madagascar si prenda facilmente e che la malaria non sia curabile.

Analizziamo i preconcetti punto per punto: a parte la malaria cerebrale data dal plasmodio falciparum, difficilmente qualcuno è mai morto di malaria in presenza di un qualsiasi antipiretico se già non aveva un quadro clinico compromesso o se si trattasse di bambini o anziani deboli; in tutto il mondo con la malaria si vive e chi trova la morte è per la gran parte gente che abita lontanissima da strutture sanitarie o anche dall’accesso a un minimo di medicine; e non credo che sia il caso di un turista che viene a visitare il paese in vacanza.

Secondo punto: la malaria non si prende in tutto il Madagascar: la maggior parte abitata del Madagascar non è toccata neanche occasionalmente dalla malaria: parlo per esempio di tutti gli altopiani che rappresentano più di metà del territorio e ben più della metà della popolazione: quando ci sono casi di malaria negli altopiani è sempre di persone che se la sono portata dalle regioni costiere.

Per quel che riguarda poi la costa c è una netta differenza tra la parte nord e est, che sono umide e soggette a piogge costanti per tutta la durata dell’anno e la parte sud, dove la gente per trovare un po’ d acqua deve percorrere kilometri a piedi per trovare il primo pozzo.

Questa mappa ne da benissimo un idea http://www.map.ox.ac.uk/browse-resources/reproductive-number/Pf_Rc/MDG/

malaria madagascar

Poi c è da considerare la stagionalità della malaria: di sicuro il perido invernale australe che va da giugno a settembre è il meno adatto allo sviluppo della malattia: in primis perchè in Madagascar è stagione secca, ma anche perchè spesso le temperature notturne scendono anche in costa sotto la soglia dei 15 gradi, il che blocca tutte le forme di riproduzione del plasmodio che è il portatore della malattia.

Oltretutto di zanzare al sud se ne vedono ben poche in inverno.

Io nei miei viaggi ho sempre consigliato di chiedere al proprio dottore di famiglia, ma ho sempre fatto niotare che in 20 anni in Madagascar non ho mai contratto la malattia, ne l ha mai contratta la mia famiglia.

Ho raramente conosciuto uno straniero che l avesse contratta, anche se spesso gli è stata diagnosticata da medici incompetenti senza aver fatto nessuna analisi ( in genere basta uno striscio di sangue e un microscopio, ma guardacaso quando si fa lo striscio non si trova mai della malaria).

Infine parliamo della curabilità: se fino a poco tempo fa era considerata una malattia non curabile, ultimamente la fondazione di bill gates ha scoperto un principio attivo naturale, l artemisina, e sta molto spingendo verso la produzione.

Il problema è che essendo un brevetto libero, si sono buttate subito tutte le società farmaceutiche indiane e cinesi, lasciando pochisssimo spazio a quelle europee; conseguenza: pochissimi dottori italiani sanno dell esistenza di questo principio attivo che con due prese guarisce del tutto la malaria presente in africa.

Pero da quello che ho capito una grossa società francese si sta mettendo a produrre un farmaco a base di artesunate, per cui fra poco i famosi informatori del farmaco arriveranno anche dai dottori italiani.

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Come muoversi in Madagascar

Quando si parla di trasporti in Madagascar si ha a che fare con un ventaglio di mezzi che va dal modernissimo airbus fino al carretto trainato dallo zebù.

I re incontrastati della categoria trasporti sono i taxy, nelle loro tre accezioni: taxy ville, taxy be e taxy brousse. Inizialmente non si li riconosce, ma con l’ esperienza diventeranno parte integrante del panorama in Madagascar.

Cominciamo dai primi: più volte osannato dai giornali di auto storiche, il parco macchine dei taxy in Madagascar è eufemisticamente un po’ vecchiotto e costituito soprattutto da automobili a benzina francesi degli anni 70 e primi anni 80.

In capitale sono di un color crema quasi tutte, ma soprattutto al nord e soprattutto le renault 4 diventano di colori sgargianti.

Gli interni lasciano sempre a desiderare, per cui attenzione ai vari nemici che si annidano: molle, chiodi, pulci e sporcizia varia (devo dire che invece al nord sono molto molto meglio di quello che si può’ trovare in capitale).

E soprattutto attenzione alla sigaretta: nel cruscotto o in giro sui sedili davanti si annida sempre il serbatoio del taxy, una bottiglietta di plastica più o meno resistente con un tubicino che conduce la benzina direttamente al carburatore: per evitare di consegnare il taxy al proprietario con ancora della benzina rimanente nel serbatoio della macchina, gli autisti hanno inventato questo microserbatoio portatile. Poi succederà che nel caso di sbadataggine dell’autista, il quale non si accorga che la benzina nel microserbatoio sia finita, vi toccherà farvi spingere fino al primo distributore e parteciperete a quella cosa orribile che è lo sputo di benzina direttamente nel carburatore per evitare di troppo insistere su motorino di avviamento e batteria.

All’insegna del risparmio sono poi i momenti di marcia in folle a motore spento che permettono in alcuni tratti di città di fare anche un km grazie alla gravità e alla massa….

Passiamo invece ai taxy brousse, cioé qui pulmini addetti al trasporto tra città; in genere sono pulmini toyota o mazda, anche se ultimamente i mercedes sprinter stanno prendendo il sopravvento; sono mezzi dall’età incerta e dal kilometraggio mostruoso: previsti per 9 persone in Italia, qui in Madagascar partono con minimo 18 passeggeri ( e più si va in camapagna e più aumentano).

Si prendono nelle famose gare routiere, e partono solo quando il mezzo è pieno; ma attenzione a crederlo pieno solo guardando dentro, perchè esiste una categoria di lavoratori in queste gare routiere pagate per fare i finti passeggeri al fine di far credere pieno il taxy e ramazzare più velocemente nuovi clienti.

Veniamo invece al capitolo che meno conosco: il taxy be, letteralmente gran taxy, serve a spostare le persone all’interno del comune, risultando essere un po’ i bus locali. Li si prende al volo, li si riconosce dai colori della carrozzeria che rappresentano la linea e costano in genere 10 centesimi a tratta; nel caso doveste cambiare linea vi toccherà pagare di nuovo la tariffa; la loro caratteristica peculiare è che li si deve prendere al volo, salendo per le anguste scalette posteriori, visto che l’autistanon si arresta mai ma diminuisce solo la velocità.

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