Andasibe – parte prima

Il parco di andasibe è uno dei parchi che più amo, forse perche e stato tra l altro il primo parco che avevo conosciuto arrivando in madagascar nel lontano 1997.

Ancora guardo con nostalgia i fatiscenti e ormai abbandonati bungalows davanti alla stazione in cui avevo dormito 15 anni fa  e mi ricordo il clima famigliare del ristorante in cui i due amabili camerieri, che tra l altro erano padre e figlio, si sforzavano di capire il mio inglese e cercavano di illustrarmi il ricco menu scritto in francese, per me incomprensibile ancora in quegli anni.

E amavo passaggiare nell unica strada di quel villaggio,  imparando a evitare con destrezza gli avversi ciclonici che proprio in quell’occasione conobbi.

Ancora, nonostante l’evoluzione avuta in questi anni, mi sembra di passeggiare in un borgo medievale in mezzo a gente tutta presa a svolgere i propri mestiri per strada con calma e maestria, sempre pronti a sorridere o a scherzare anche col primo venuto.

Segue….

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Le strade in Madagascar

Le strade in Madagascar
Le strade in Madagascar

Mi ritrovo sempre più spesso a rispondere su tripadvisor o direttamente via email a richieste di affitto macchina senza autista per fare delle vacanze in Madagascar.
E spesso mi chiedo vista l’insistenza di queste richieste e la vocazione a non ascoltare i consigli di chi qui ci abita, a che immagine di questo paese abbiano a che fare i turisti che vogliono recarsi qui.
Forse a non tutti è chiaro che le strade asfaltate in Madagascar si contano sulle 2 mani, e quando comunque si parla di strada asfaltata non si parla di un 6 corsie più corsie di emergenza con cartelli e indicazioni e autogrill: si parla anche in questo caso di strade disastrate e pericolose, con voragini che danno su burroni o parti di ponti mancanti, il tutto ovviamente non segnalato.
E ovviamente tutto ciò qui non desta sconcerto perchè una persona prima di diventare autista deve imparare innanzitutto dove sono i pericoli delle strade che affronterà e deve sopratutto partecipare agli aggiornamenti quotidiani tenuti sulla pubblica piazza tra autisti stessi.
Secondariamente si deve avere a che fare con un codice della strada che prevede cose che qui son considerate normali e forse non lo sarebbero in italia: si può invadere la corsia opposta in caso di ostacolo, si può sorpassare a destra se cè spazio, la precedenza è calcolata in base alla velocità e alla grandezza dei mezzi, la gente spesso non sa in che direzione bisogna guardare attraversando la strada anche perchè capita che si abbia a che fare con gente che forse vede per la prima volta nella vita dell’asfalto.
E se si esce dal circuito fortunato delle strade asfaltate e si opta per un bel giro nelle strade sterrate o a passar per guadi i problemi sono ben altri: a ogni guado bisogna conoscere in precedenza il cammino da prendere a rischio di entrare alla cieca e trovarsi a testare la macchina in versione sottomarino; o bisogna sapere comunque parlare il malgascio o uno dei suoi numerosi dialetti per poter discutere coll’improvvisato guardiano del guado, sia per decidere la cifra da sborsare per essere ben consigliati e guidati nell’attraversamento, o comunque capire quanta gente deve saltare sul tettuccio e accompagnarci se i guadi sono in serie.
Per non parlare poi dei tratti sabbiosi dove un minimo di conoscenza di come condurre un fuoristrada aiuterà a non restare insabbiati in piste dove se passa una macchina al giorno è tanto.
E via di sto passo…

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mindat conference 2014

mindat conference 2013

Ecco cosa sto combinando in questi giorni.

Il mindat, un’organizzazione internazionale di geologia, ha avuto la sventurata idea di organizzare la sua conferenza annuale in Madagascar.

Per cui almeno 80 persone dovranno essere spostate quotidianamente tra miniere, hotel e ristoranti; una caravana di genti provenienti dai cinque continenti che verranno per due settimane a cercare sassi colorati e bizzarie della natura sotterranea e che dovrò accompagnare per ben 2000 km, tra cui 500 km di piste.

L’organizzazione dell’evento sta per essere portata a termine in questi giorni e aspetto il buon Tomasz a fine mese per concludere il tutto.

Intanto vi lascio il programma della conferenza: http://www.mindatconference.org/

 

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Pioggia a Antsirabe

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Molto apprezzata dalla popolazione, specialmente da chi si dedica all’agricoltura o alla vendita di ombrelli per strada, un po’ meno da me; da un mese piove incessantemente ogni pomeriggio, stanotte il cielo ha fatto pure gli straordinari.

E io mi ritrovo un internet a singhiozzo al punto che ogni volta che si spegne credo abbia tirato l’ ultimo respiro, mi ritrovo i laghetti in giardino inondati a livello ciclone bangladesh, ma sopratutto mi ritrovo nell’impossibilità (per fortuna)  di trovare scuse al fatto che non mi esercito nella mezza maratona.

Speriamo passi.

 

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Elezioni in Madagascar: al primo turno in testa il candidato dell’ex presidente cacciato quattro anni fa

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La corte elettorale speciale ha ufficializzato oggi i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Madagascar, confermando i risultati parziali che vedevano riproporsi uno scontro tra i portabandiera dei due schieramenti che rappresentano da una parte il giovane presidente Andry Rajoelina, andato al potere con un colpo di stato 4 anni fa, e dall’ altra il vecchio presidente Marc Ravalomanana, attualmente in esilio in Sud Africa.

Nonostante alcune correzioni apportate dalla corte elettorale, a causa di numerosi brogli sia nella capitale sia nelle remote province, il risultato vede in testa Jean Louis Robinson, ex ministro della sanità ai tempi di Ravalomana con più del 20 per cento dei voti, seguito dal recente ministro delle finanze Hery Rajaonarimampianina (un nome francamente un po’ difficile, ndr) con circa il 15 per cento dei suffragi.

La partecipazione è stata molto bassa, la più bassa da sempre, soprattutto nei seggi lontani dalle città, dove l’eco delle elezioni non ha raggiunto la popolazione rurale, alle prese con una crisi che dura da 4 anni ormai e che ha ridotto il 90 per cento delle persone ben al di sotto della soglia della povertà.

Nonostante la scelta della comunità internazionale di vietare le elezioni agli ex-presidenti della repubblica e a tutte le persone che avevano avuto un ruolo attivo nel colpo di Stato del 2009, gli elettori hanno fatto una scelta che tende ancora al bipolarismo tra i canditati sostenuti dal recente e dal vecchio regime, distribuendo però qualcosa come il 60 per cento dei suffragi tra una pletora enorme di candidati: trentuno.

In attesa del secondo turno, che dovrebbe tenersi il 20 Dicembre, i giochi delle alleanze assumono un ruolo molto importanti: da una parte di sicuro la parte avversa a Ravalomanana cercherà coesione sia per non perdere tutti i vantaggi ottenuti in questi 4 anni, sia perché dominerà la paura che vengano messe sotto i riflettori tutte le malversazioni fatte in questo periodo. Dall’ altra parte certo che il fin ad ora sconosciuto dottor Robinson dovrà organizzarsi in maniera migliore, sia presentando suoi rappresentanti in po’ più della metà dei seggi, come successo al primo turno, sia cercando di trovare il favore di alcuni dei candidati più importanti che possono raggiungere la maggioranza relativa dei voti a livello regionale.

Da questo punto di vista occorre notare come il voto in molte circoscrizioni sia stato espresso seguendo linee tribali, con candidati che superavano la maggioranza assoluta nei distretti di origine mentre avevano grosse difficoltà a oltrepassare anche l’1 per cento dei voti lontani dal loro feudo.

In tutto ciògrande importanza rivestiranno ancora i militari, che pur essendo sotto stretto controllo da parte dei vertici dal regime al potere, hanno spesso mostrato segni di ribellione, arrivando anche a tentare organizzare colpi di stato, mai andati a buon fine. La decisione di Rajoelina di nominare proprio ieri nuovi generali e colonnelli a capo di alcune regioni, va vista nell’ottica di controllare meglio il territorio, nel caso in cui l’opposizione possa vincere le elezioni di dicembre.

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